Aggiornato 6.02 – Florence Games Festival 2026: il videogioco torna alla Leopolda
AGGIORNAMENTO 6.02.2026
L’organizzazione, del Festival, tramite un comunicato diffuso sul sito ufficiale e i canali social, ha reso noto l’annullamento dell’edizione 2026.
Lo spirito che ha guidato la creazione di FGF era la volontà di realizzare uno spazio per un evento italiano tutto dedicato al videogioco e il più possibile verticale su questi temi. Non siamo mai scesi a compromessi coi nostri principi, anche nei momenti in cui sarebbe stato conveniente farlo, né abbiamo mai dubitato dei valori della nostra manifestazione […]. Ed è per nel rispetto di queste stesse motivazioni che oggi FGF non può continuare.
[….] Gli investimenti di sponsor e promotori interessati sono, almeno in parte negli eventi, una condizione necessaria che in questo specifico caso, per l’edizione 2026, è venuta meno.
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Dopo una prima edizione che ha provato (e, a modesto parere della sottoscritta, è riuscita) a togliere il videogioco dal solito format “fiera piena di gadget in cui il videogioco è solo un riempitivo”, il Florence Games Festival torna alla Stazione Leopolda il 21 e 22 marzo 2026.
Il taglio, almeno sulla carta, resta quello che lo aveva reso interessante nel 2025: un’attenzione dichiarata a chi, col medium videoludico, ha come si suol dire le mani in pasta.
La differenza, quest’anno, è che l’edizione 2026 prova anche a darsi un tema: “il piano B”.
L’idea è raccontare un momento di transizione per l’industria, con una grande fetta di pubblico che si sposta dai tripla A verso produzioni più piccole, cercando esperienze più “artigianali” e, per certi versi, con più “cuore e anima”.
D’altronde, proveniamo da mesi in cui il discorso su produzioni come Silksong, ma anche Balatro, Vampire Survivors e così via, l’ha fatta da padrone. E non è un caso se la locandina cita anche, per dirne uno tra i tanti, Stardew Valley.
Quando e dove?
Il Festival si terrà sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze. È uno spazio storico di circa 6000 mq, riqualificato, vicino al centro e ben collegato con i mezzi: dalla stazione di Santa Maria Novella si arriva facilmente anche a piedi, in una manciata di minuti.
Chi c’è nell’edizione 2026?
Il sito dell’evento mette in prima fila, ad oggi, sei ospiti internazionali, con presenza prevista entrambi i giorni della manifestazione.
In particolare:
- Takaya Imamura, videogame designer che ha lavorato a F-Zero, Star Fox e The Legend of Zelda;
- David Wise, compositore, tra gli altri, di Donkey Kong Country;
- Kevin Bayliss, character designer che ha lavorato a Donkey Kong Country, Battletoads e Killer Instinct;
- Ben Fiquet, art director, Wonder Boy: The Dragon’s Trap, Streets of Rage 4 e Shinobi: Art of Vengeance;
- Stieg Hedlund, narrative e game designer, Diablo II e StarCraft;
- Davide Soliani, video game designer che ha collaborato a Mario + Rabbids e Rayman.

Ok, ma perché ne parliamo?
Probabilmente non staremmo qui a parlare del Florence Game Festival a scatola chiusa. Non in questi termini.
La sottoscritta ha avuto il piacere di partecipare all’edizione 2025, dopo tanti anni di lontananza dalle fiere nerd.
Questa lontananza è stata in parte dovuta, non ne ho mai fatto troppo mistero, anche e soprattutto alla stanchezza del vivere fiere ormai sempre meno a misura di visitatore, sempre più orientate alla vendita di gadget (spesso acquistabili online a prezzi molto inferiori rispetto quanto proposto dagli stand) e sempre meno curate dal punto di vista dei panel.
Il Florence, da questo punto di vista e anche al netto di qualche criticità, è stato una boccata d’aria fresca.
Gli ospiti dell’edizione 2025 erano di altissimo livello, i panel ben strutturati e supportati da co-host preparati e sul pezzo.
Magari è il cuore che parla, ma penso che il migliore esempio per testimoniare tutto questo sia l’intervista realizzata a Kenji Watanabe, Chief Designer di Bandai e, di fatto, creatore del Tamagotchi prima, e dei Digimon poi.
Qui, a proposito, è possibile recuperare alcuni degli interventi realizzati nella scorsa edizione, purtroppo non tutti.
Altra menzione d’onore va fatta all’area Indie, altro dei pezzi centrali Festival, e che sarà presente anche nell’edizione 2026. Una selezione curata e varia, ma soprattutto accompagnata dagli stessi team di sviluppo, a disposizione sia per far provare i giochi sia, perché no, per fare due chiacchiere e un po’ di sano networking.
Insomma, anche a fronte di qualche aspetto da migliorare, un esperimento riuscito che siamo curiose di rivivere quest’anno.
Qui trovate il sito web ufficiale, del Festival, con tutte le info e il link per acquistare i biglietti.
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