Sottotracce è un portale che pubblica articoli su temi diversi, da più prospettive possibili.
Chi scrive qui cerca una voce personale su cose che gli stanno a cuore. Il nostro approccio è divulgativo: a volte informativo e analitico, altre più diretto e critico, a seconda del tema e dell’umore.
Se capiti qui, per caso o no, troverai un posto dove le diversità sono benvenute e le prospettive si mescolano liberamente. Un collettivo che non insegue le notizie del giorno (oppure sì, se ne abbiamo voglia), ma piuttosto si sofferma su argomenti che gli interessano davvero.
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Sottotracce è inoltre un crocevia di contatto tra mondi diversi, dove chi scrive ricerca una voce personale su temi e vicende che gli stanno a cuore.
Sottotracce ha una forte connotazione divulgativa, volta a diffondere informazioni e commenti di taglio a volte informativo e analitico, altre più mordace.
Il viaggiatore che ci capita – per caso o con intenzione – vi troverà un luogo accogliente dove si apprezzano le infinite diversità modulate in infinite combinazioni.
Il collettivo non è particolarmente interessato a stare al passo con fuggevoli notizie, ma ama fissare il vuoto innominabile senza tempo, da cui ogni tanto emergono sprazzi interessanti da afferrare, analizzare per un po’ e rilasciare liberi di viaggiare nell’etere.
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Francesca Giulia La Rosa credeva di non essere fatta per i giochi di squadra, in realtà non aveva capito di essere finita in un campo da tennis con una mazza da golf. Ecco perché quelle facce perplesse.
Editor e traduttrice editoriale, passa gran parte della giornata a trasformare storie scritte in una lingua (inglese, francese, tedesco) in un’altra, l’italiano.
Laureata in lettere, e con un master in editoria libraria presso la Fondazione Mondadori, ha frequentato la scuola di specializzazione in traduzione Fusp.
Vive immersa nella cultura nerd e pop, è un’accanita consumatrice di fumetti, videogiochi e serie TV.
Si è diplomata in chitarra classica, uno dei suoi primi amori insieme all’heavy metal e all’opera.

Tre cose contraddistinguono Serena Tardioli: le mani bucate, la testardaggine e l’impulso inarrestabile a farsi trascinare dalla casualità (sia mai che prendesse una decisione ponderata…).
Traduttrice editoriale e amante delle lingue straniere, passa il tempo davanti al computer in un piccolo ufficio nella campagna umbra dove, quando non traduce con in sottofondo musica giapponese o coreana, guarda tv show sempre e comunque in lingua originale (con almeno un personaggio queer perché c’è troppa eterosessualità in questo mondo) e legge manga come un’ossessa.
Unico difetto: è cresciuta nell’era social justice warrior di Tumblr, quindi abbiate pazienza.

Francesca Menta odia presentarsi e parlare di sé, perché ha sempre l’impressione di non avere niente di interessante da dire.
In compenso scrive, molto per lavoro e ormai poco per cazzeggiare.
Sia mai che questa cosa cambi.
Giornalista. S’è presto resa conto che raramente ti pagano per parlare di quello che vuoi tu.
Peccato.